Due guide scritte per chi affitta da solo, senza email obbligatoria e senza fuffa. Scaricale, leggile — e se poi vuoi gli strumenti, sai dove trovarci.
Dal canone «a sensazione» all'ISTAT dimenticato, dall'inquilino a scatola chiusa al contratto sbagliato: i dieci errori più comuni, ognuno con il suo prezzo in euro. Perché l'errore che conosci è l'unico che non paghi.
Quando conviene il concordato, quando il transitorio è legittimo (e quando te lo riqualificano in 4+4), dove il canone è calmierato e cosa significa davvero cedolare secca: la guida che mancava, con esempi numerici per ogni caso.
Sì, sempre. L'agenzia è una scelta, mai un obbligo. Serve solo fare le cose per bene: contratto scritto, registrazione all'Agenzia delle Entrate, adempimenti. La suite ti guida su tutto.
Sì: serve un'esigenza transitoria documentata (lavoro, studio, attesa di altra casa), scritta nel contratto, altrimenti la legge lo riqualifica in 4+4.
Dipende dal comune e dal contratto: nei comuni ad alta tensione abitativa alcuni contratti hanno canoni calmierati dagli accordi territoriali.
Sì: usa registri pubblici (protesti, pregiudizievoli) e documenti che il candidato fornisce con il suo consenso. I dati bancari (CRIF) non sono accessibili a nessun servizio per privati.
No: resta attivo fino alla firma del contratto d'affitto. Nessun rinnovo automatico.
Se ti accorgi che fare da solo non fa per te, ti indirizziamo a chi lo fa per te: Clinica Immobiliare.
Da fonti pubbliche dichiarate (ISTAT, MUR, Ministero della Salute) e dai nostri modelli per i 7.904 comuni.